Qualcuno mi dica dove è finito il blog di Finazio!
Aveva annunciato la possibile chiusura, causa le continue minacce di vari emissari della santa sede.
La motivazione sarebbero le "scandalose" affermazioni che la sua libera opinione esprimeva quotidianamente, soprattutto rispetto alla rubrica nominata "la posta di Ratzinger", spero vivamente che la chiusura del blog derivi da una decisione personale del suo autore, anche se la cosa mi rattristerebbe, e non invece indotta da motivazioni rintracciabili nel clima di piombo che respiriamo rispetto al ritorno del papa-re (che metto minuscolo di proposito).
Vorrei invitare tutti i blogger che da qui passano, soprattutto i suoi lettori, a scrivere sull'argomento, sperando di scoprire la fine di un'angolo di informazione e critica democratica.
Ecco il link, ora inesistente, del blog
Finazio

NO AL DDL CHE LIMITA LA DEMOCRAZIA IN RETE
UN ANGELO CHIAMATO NIKI
NONTOCCARLA!!!
SOCCORSO CIVILE
PAOLA BINETTI FREE!!
IN DIFESA DELLA LEGGE 194/78 LIBERADONNA
ABROGAZIONE DELL'OBIEZIONE DI COSCIENZA PER MEDICI E FARMACISTI
APPELLO PER LA COSTITUENTE LAICA
UN TENTATIVO DI PORTARE UN PO DI LAICITA NEL PARTITO DEMOCRATICO
MANIFESTO PER L'EGUAGLIANZA DEI DIRITTI
giovedì 9 ottobre 2008
Allarme, blog cancellato!!!
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Pat pat
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Etichette: Laicità
mercoledì 8 ottobre 2008
Le lezioni non bastano mai
Certe riflessioni sono sempre necesarie ad evitarci la penosa debacle di ricadere nei nostri errori passati, a quanto pare però il nostro passato non sempre basta ad insegnarci come guardare al futuro onestamente, anche con spirito di sacrificio magari.
Il mondo drogato della vita a credito
Non c'è altro da aggiungere a mio parere, l'articolo raggiunge il nucleo della situazione in maniera magistrale.
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Pat pat
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Etichette: Deprimente, Dubbi, Incubi, Lo skandalizzato
venerdì 3 ottobre 2008
Straight down
Ma se la strada da seguire non fosse una semplice fuga all’infinito, la linea dell’ignoto che si nasconde allo sguardo? Sicuramente bisogna seguire i propri desideri per poter raggiungere un ceck point di salvezza emotiva minimo.
Forse semplicemente è l’istinto a guidare ogni singola azione, ogni decisione importante sembra vincolata a difficoltose e virtuose riflessioni, tuttavia la scintilla che fa scattare la decisione finale rimane sempre indissolubilmente legata alla sfera emotiva.
Meglio dormirci sopra, troppo poco ossigeno, tanta insicurezza.
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Pat pat
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Etichette: Il nulla
sabato 20 settembre 2008
Le tre scimmie
Magnifica visione, assolutamente da non perdere, strabiliante interpretazione dell'ipocrisia e del silenzio, il nulla della tragedia, l'omertà dei testimoni, la disgregazione invisibile dei legami intimi, l'incapacità di vivere, i rumori e gli odori dei luoghi e delle situazioni sono sempre presenti, si gli odori, provare per credere.
Non c'è altro da aggiungere, andate a vederlo
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Pat pat
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Etichette: Recensioni
venerdì 19 settembre 2008
Porta e riporta
Sacconi mi sembra un’ottima e mascherata drag queen, parla con quel tono un po’ paternalista nascondendo la casalinga inacidita da troppe emozioni represse o simulate. Ieri a porta a porta ha messo in scena il suo ruolo palesemente costruito del ministro che tutto aveva fatto per non far decadere la trattativa tra CAI e parti sociali. Senza accorgersene continuava a mettere in atto quell’eterno ricatto che il governo e CAI hanno praticato da primo istante della trattativa, il piano non è mai stato discutibile, da quello si partiva ed a quello si tornava, ottimo sistema per confermare la situazione di decadenza continua dello stato sociale italiano.
Il drag-mago Sacconi ha continuato a far roteare il suo possente manico di scopa, con un mirabile colpo al cerchio seguito pedissequamente dal colpo alla botte, Bim! Bum! Bam!... è fantasia…Bim! Bum! Bam!... è ipocrisia…
Per trovare un capro espiatorio, ruolo già assegnato dal suo capo di governo all’ultimo lembo di protesta rimasto in questo paese, non poteva più puntare su una sinistra ormai inesistente, neppure sul tentativo di dare qualche colpa al PD visto che è ormai un’emanazione di rigetto dal PDL con aroma da UDC, allora l’ultima speranza di mettere in pratica la tattica scarica barile era di dare tutte le colpe alla CGIL. Ovviamente il rappresentante sindacale della CGIL non c’è stato a farsi assegnare tutte le colpe, tentativo già fallito a seguito del pessimo e millantante servizio proiettato da Vespa durante la trasmissione in cui invece di elencare i fatti si attribuivano delle intenzioni – ottimo giornalismo direi – ed ha spiegato con chiarezza come le trattative si erano svolte, quali i no proferiti e quali i sì, ovviamente drag-mago Sacconi per recuperare alla gaffe appena fatta ha deciso di colpire questa volta la botte – il cui rappresentante sindacalista dell’ANPAC era presente – ammettendo quali fossero le richieste – presunte – dei piloti dell’associazione ANPAC, ottiene immediatamente la risposta della suddetta e comincia ad entrare in escandescenza, allora il Cardinal Vesponi prende la situazione in mano e dà la parola alle due cariatidi-mastino presenti alle sue spalle Mario Giordano direttore del Giornale – che ha messo in scena un acuto degno di una Callas prima della morte del cigno – e il direttore del giorno, entrambi protesi a proferire il loro giudizio universale sui peccatori di Alitalia che irresponsabilmente avevano fatto decadere la trattativa di CAI cai…, stupidi privilegiati che pretendevano di non subire le conseguenze di una direzione irresponsabile e corrotta – chi vi credete di essere? – il tuo capo ha mandato in fallimento l’azienda per cui lavori? Paga tu anche per lui, ovvio.
Ma la cosa che più fa rigirare nel calderone le cosiddette è che hanno trovato come scusa le irresponsabilità del sindacato e della sinistra, quando il sindacato piloti e le sigle sindacali presenti in Alitalia fanno parte in maggioranza della loro medesima parte politica, i piloti italiani sono tutti passati dall’aeronautica militare, hanno gradi militari sul petto, non sono elettori di sinistra, se lo sono ampiamente votato questo governo ed ora ne pagano aspramente le conseguenze insieme a tutti i dipendenti dell’azienda che a giorni si troveranno semplicemente disoccupati, stop!
Maga magò Sacconi faccia il piacere di non presentare i suoi toni paternalisti in pubblico, elevando il salottino buono del Cardinal Vesponi a tribunale statale e morale del paese, non ne abbiamo bisogno, saremmo contenti di vedere da parte di questo governo atteggiamenti adeguati a chi rappresenta quella carica istituzionale, correttezza giuridica ed istituzionale e deontologia professionale, parole aliene a questa classe politica, soprattutto alla cara drag-maga Sacconi.
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Pat pat
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Etichette: Reflusso, Ripassiamoli
giovedì 18 settembre 2008
100, e anche 200!
Tanto, tanto e buono cioccolato…
Ci sono quelle giornate in cui hai bisogno di combinare qualcosa per sentirti più dolce, a me capitano molto spesso, soprattutto faccio in modo che continui a capitare spesso per mantenere il mio peso precario…
Oggi è la giornata della sacher, una splendida ricetta per inaugurare la giornata….
Molte sono le ricette che girano su internet e altrettante si trovano sui libri, io sono sempre il solito criticone e perfezionista quindi metto qui la mia variante, una delle centinaia già fatte – tanto l’origginale nun ce la fanno vvede, sti streronzi crukki del’Austria, se la tenessero loro nel loro hotel sacher, maiali…
Ehm, riprendo da dove ero rimasto, dunque la mia ricetta è la seguente:
Ingredienti per l’impasto:
100 gr di farina
90 gr di burro
100 gr di zucchero
150 gr di cioccolato (da prendere tra i più fini sennò rovina l’impasto)
5 uova
2 cucchiaini di bicarbonato
Una presa di sale (che si senta, non uno sputo e neanche modello sale romagnolo..ossia sale condito)
Per la farcitura circa 100 gr di marmellata di albicocche (in ogni caso dovrebbe essere sufficiente a cospargere uniformemente il pane della torta, non siate avari e neanche esagerati – è comunque una torta al cioccolato – meglio se fate uso di una marmellata senza zucchero, solo frutta, sono facilmente reperibili nei supermercati – non dovrei fare pubblicità, ma ho trovato una marmellata albicocche e lime della coop che è la fine del mondo, esalta il cioccolato all’ennesima potenza :-P)
Per la glassa:
150 gr di cioccolato fondente (mi raccomando molto fine, altrimenti fa i grumi in cottura, non il cioccolato coop, neanche i prodotti di altri supermercati, dalla novi lindt in su va bene – il novi non è caro ma qualitativamente pareggia e a volte supera il lindt)
100 gr di cioccolato al latte (stesso discorso)
80 gr di burro (preferibilmente i prodotti freschi, è sempre una glassa, il sapore deve essere molto fine)
Ehm… bene, gli ingredienti ci sono tutti direi, spero di non aver dimenticato nulla…
Fare sciogliere a bagnomaria il cioccolato dell’impasto, toglierlo dal fuoco e dal bagnomario… (:-), sbattere a crema, con un frustino elettrico il burro insieme allo zucchero – suggerimento 1, tenere il burro e le uova alla stessa temperatura, sennò le steronze impazziscono – aggiungere un uovo alla volta, ogni volta amalgamandolo con il resto prima di aggiungere il seguente, dovrebbe formarsi una crema molto simile ad una maionese, ovviamente non salata, aggiungere gradatamente il cioccolato fuso – che nel frattempo dovrebbe èssere calato di temperatura – pian piano aggiungere anche la farina - dopo averla setacciata insieme al bicarbonato – il risultato è un impasto denso e di colore non troppo scuro – non disperate il colore in cottura non delude (:-D), preparare uno stampo di 24 cm di diametro circa, imburrarlo e infarinarlo, distribuire il più uniformemente possibile l’impasto – potrebbe impennare dove inaspettatamente avevate lasciato un lecco di troppo, e anche tanto – mettete a cuocere nel forno a 170°c per 50 minuti circa, verificate sempre con lo stuzzicadente in ogni caso. Una volta terminata la cottura fate raffreddare la torta nello stampo – se si trattava di uno stampo apribile – fatela soltanto intiepidire e toglietela – nel caso di uno stampo chiuso.

Eccola.. carina vero?? A me sembra abbastanza fotogenica, un po’ gonfia al centro, ma direi accettabile tutto sommato
Tagliare a metà l’impasto…. Vi avverto fa un profumo molto intenso – soprattutto se avete seguito il mio consiglio sul cioccolato – potreste avere un mancamento, allagamento delle fauci e allargamento delle pupille, la bocca si contrae in una smorfia di appagamento, i denti sono improvvisamente allo scoperto, ma… questo non è il libro della giungla e neppure cronaca di una belva affamata…


Spalmare uniformemente la marmellata sulla prima metà, rovesciare l’altra metà sulla prima.

Fare sciogliere a bagnomaria il cioccolato per la glassa, tenere attentamente d’occhio la consistenza della miscela, all’aggiunta del burro potrebbe formarsi qualche grumo, si ovvia facilmente aggiungendo qualche cucchiaino d’acqua e mescolando più velocemente, arrivati al termine si può versare la cioccolata sulla torta, operazione estremamente goduriosa, oserei dire lussuriosa…


Mettere il dolce in frigo finchè il cioccolato non abbia raggiunto la sua consistenza originale…
Et voilà la sacher è pronta!
Affettata
Fetta…
Gustosa
Un assaggio?? (:-P)
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Pat pat
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Etichette: Dal libro delle ricette di Nonna Drag Queen
lunedì 15 settembre 2008
L’amore salverà il mondo?

Mi son chiesto, in una visita ad una metafisica esposizione di oggetti giganteschi, il senso di questo vertiginoso rincorrersi di nuovi capisaldi, punti di riferimento che perdono la motivazione che li ha generati in improbabili sabbie temporali. La poesia della ricerca e della manifestazione di nuove forme di pensiero, sfide per il presente, o piuttosto per il passato prossimo, piuttosto che per un’improbabile futuro relativo - prossimo, passa per apparenti linguaggi di pratica avveniristica, forgia la propria letteratura comunicativa di parole alterate, prese in prestito dal passato, “imperfetto” e non meglio specificato, in cui affonda la sua sempre improbabile memoria di ciò che è stato, o apparentemente a memoria viene richiamato.
La dimensione come forma comunicativa è radicata in concetti altamente fisici e terreni, così strettamente legati alla consistenza materica e alle leggi della plastica tradizionale, che per sua natura intrinseca non può e non potrà mai divenire neologismo, non potrà mai assurgere ad un superiore livello di comunicazione, se non per un fortuito caso di coincidenze e successive interpretazioni, rigorosamente soggettive – quindi estranee alla fonte originaria di pensiero – e molteplici.
L’alterazione del linguaggio a senso unico e ad opera di un unico senso – o punto di riferimento, vista – è estremamente utile alla massificazione della comunicazione, alla spettacolarizzazione di un aspetto – nella fattispecie quello dimensionale – che forzatamente diventa l’obiettivo e il fine definitivo dell’esternazione artistica.
Rimane sempre e fortunatamente “l’attimo fuggente” del colpo visivo del punto di vista soggettivo, condito di eventi estemporanei e aggiunte impreviste di nuovi eventi ad acutizzare un significato abusato. Il contrasto tra la speranza, grigia ma luminosa, e la solitudine della disperazione e della memoria storica di indimenticabili sofferenze, rattrista lo sguardo, mette in moto il pensiero memore di altrettante storie parallele, reali ed immaginarie, lasciando spazio ad un sentimento dubbiosamente positivo e malinconico, è davvero possibile?






